Che differenza c’è tra rebranding e restyling?

Che differenza c’è tra rebranding e restyling? Questo è un tema caldo, perché si tratta di uno degli errori concettuali più diffusi, anche da parte delle agenzie che si propongono come esperte in materia.

Fatto molto grave, se pensiamo a quanto sia banale la differenza (da conoscere, poi metterla in pratica è tutt’altra storia):

  • Il rebranding è un’azione di marketing strategico che serve a risolvere alcuni problemi specifici che abbiamo elencato qui e di fatto comporta un cambiamento di percezione relativo a un professionista, un’azienda, un prodotto o un servizio
  • Il restyling è un’azione di comunicazione che serve a rinfrescare l’identità visuale di un marchio esistente

Se per il restyling le forze coinvolte sono quasi esclusivamente creative (direttore artistico e grafici), per il rebranding la situazione si fa più ben complicata perché per portare a termine tutto il processo è necessario un team composto da almeno 4 figure chiave:

  1. Analisti, per sviluppare l’analisi di mercato e dell’azienda
  2. Project manager, per assicurarsi il giusto coordinamento di tutti i professionisti coinvolti
  3. Brand strategist, per identificare la giusta strategia di riposizionamento e sviluppo basate sull’analisi
  4. Grafici e direttori artistici, per tradurre in modo visuale la nuova comunicazione

La differenza tra rebranding è restyling non è solo concettuale, ma comporta carichi di lavoro e investimenti economici completamente diversi, poiché completamente diversi sono i risultati attesi:

  • Il restyling persegue obiettivi di breve periodo: generalmente comporta un aumento degli acquisti generato dal classico effetto novità, più un picco di popolarità nel periodo immediatamente successivo alla pubblicazione della nuova identità visuale, che verrà commentata e ricondivisa per poi vedere un riassestamento della situazione
  • Il rebranding persegue obiettivi di medio-lungo periodo: dal momento in cui il restyling è parte integrante del processo di ricostruzione di marca abbiamo comunque gli stessi effetti descritti nel punto precedente, ma la vera forza del rebranding si apprezza in modo costante nel tempo. Il riallineamento delle percezioni è infatti duraturo, perché si rende più coerente il brand con il suo pubblico target, si crea un legame emotivo e si rinforza il senso di bisogno a cui il prodotto/servizio offerto diventa la risposta più immediata (brand recall) fino a diventare top of mind o – ancora meglio – love brand

 

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